Concerto per pianoforte e orchestra (2002) 25'
dal Concerto per cambalo e archi BWV 1052 di Bach

Commission
Commissione delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore

Scoring
2.2.2.2 - 2.2.0.0 - Vibr - archi

World Premiere
7/10/2002
Stresa, Palazzo dei Congressi
Alexander Korsantya (pianoforte), European Sinfonietta, Corrado Rovaris (direttore).

Composer's Notes
Il brivido di uno sguardo in movimento
Tra le musiche invisibili, quella che mi piace di più si ascolta a Parigi, all'ingresso del Louvre. Lì, quando entri dentro la piramide di cristallo, ti trovi di fronte a due mondi accostati: decidendo che cosa osservare, puoi scegliere quale abitare. Se fissi lo sguardo sul cristallo, sull'acciaio, ti coglie il brivido della contemporaneità, del presente, del nuovo; se invece metti a fuoco il palazzo che si vede oltre il vetro allora ti ritrovi a bagno nell'Ottocento, pensi a Napoleone, sei trascinato verso il passato. Su quel pezzetto di ingresso, subito sotto la piramide, prima che le scale mobili ti risucchino nel foyer sotterraneo, a me piace immaginare che esista una musica fantastica, in cui l'orecchio della contemporaneità può ascoltare il passato, in cui la percezione è continuamente spostata avanti e indietro lungo il tempo, in un gioco affascinante.
Per scrivere questo mio Concerto per pianoforte e orchestra, per lavorare sull'originale bachiano, sulla sua strepitosa partitura per clavicembalo e archi, ho provato a immaginare di essere lì, sotto la Pyramide di Pei. Ho lasciato che l'architettura di Bach fosse visibile, senza cambiare una sola nota della parte tastieristica e, in qualche occasione, riprendendo esattamente la scrittura degli archi; poi però, tra noi e Bach, ho provato a costruire la mia piramide, fatta di cristalli che proiettano luce fino in fondo alla partitura, fatta di acciaio che ogni tanto vibra sotto la spinta degli ottoni, fatta di cielo e di aria che improvvisamente irrompono dentro l'originale, come nell'Adagio, quando gli archi scompaiono e lasciano il posto al vibrafono, ai clarinetti, a una smorfia di tutti i fiati.
Così, dunque, mi piacerebbe che si ascoltasse questo lavoro: come il brivido di uno sguardo in movimento.

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