Notti & Regine (2006) 8'
per violoncello e pianoforte

Commission
Commissione della Scuola di Musica di Fiesole per il Duo Pepicelli

Scoring
Violoncello, pianoforte

World Premiere
12/11/2006
Fiesole, Scuola di Musica
Duo Pepicelli

Other important performances
10/12/2007 Cosenza, Università degli Studi, Duo Pepicelli
9/12/2007 Crotone, Società Beethoven, Duo Pepicelli
5/12/2007 Roma, Auditorium dell'Università di Tor Vergata, Duo Pepicelli
25/5/2007 Narni (Tr), Teatro Verdi , Duo Pepicelli
12/5/2007 Arezzo, Teatro della Bicchieraia (Fondazione Toscana Musica e Arte), Duo Pepicelli
22/12/2006 Castelvecchio Subequo (Aq), Associazione Euterpe, Duo Pepicelli

Composer's Notes
Quattro regine nel DNA
Quali sono le notti, quali le regine che abitano in queste quattro variazioni?
Di loro sappiamo una cosa: nel patrimonio genetico hanno ciascuna un frammento di Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, la mitica seconda aria della Regina della Notte nel Flauto magico. Riunendole, dopo averle analizzate con cura, si troverebbero le molecole necessarie a ricostiture l’intero DNA dell’aria originale, e qualcosa del genere capita nel finale dell’ultima variazione, quando per un istante i quattro frammenti si sovrappongono. Ma ascoltandole una ad una, così come si deve fare, si incontrano invece quattro fanciulle con storie (notturne) molto diverse: sono tutte amanti di Mozart, ma ognuna lo declina a modo suo.
Ce n’è una agitatissima, che corre all’impazzata saltando, facendo capriole, rotolandosi per terra. Non che sia cattiva, no, al contrario, è anche molto simpatica, ma si fa fatica a starle dietro.
Un’altra è una patita del cool jazz e flirta con il violoncello come se avesse accanto a sé un contrabbasso. Fosse solo questo non ci sarebbe niente di male, ma è che poi si mette ad accarezzare il pianoforte con la coda di cavallo e tira fuori quelle note così leggere, quasi di vetro, che uno alla fine vorrebbe anche un wisky e qualche coccola.
Una terza ha una patologia zuccherosa e crede di vivere all’interno di un film della Disney, tutto animali parlanti e buoni sentimenti. Non c’è verso di farla uscire per strada – anche perché lì dentro, in fondo, non si sta affatto male – e alla fine, che cosa volete, la si prende per quella che è.
L’ultima, invece, ha il ritmo nel sangue e i rinforzi sotto le scarpe, e balla, balla, balla, con un partner talvolta un po’ pesante ma sempre con un’incredibile energia. Deve essere un gran bel tipetto, a incontrarla fuori dalla sala da concerto. Se vi capita, salutatela da parte mia.

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