Preludi a getto d'inchiostro (2001-2003) 30'
per chitarra

Commission
Composti su invito di Elena Càsoli

World Premiere
2/11/2002 (parziale)
Melbourne, Sheer Pluck Festival-Melbourne Festival
Elena Càsoli

7/3/2004 (integrale)
Genazzano (Roma), Castello Colonna
Elena Càsoli

Other important performances
14 ottobre 2007, Torino, Elena Càsoli
22 giugno 2007, Firenze (versione per due chitarre) Matteo Mela, Lorenzo Micheli
6 maggio 2007, Barnstedt - Hamburg (Germania) Matteo Mela, Lorenzo Micheli
30 marzo 2007, Montreal (Canada)
28 marzo 2007, Quebec (Canada)
25 marzo 2007, St. Catherines (Canada)
23 marzo 2007, Toronto (Canada), Heliconian Hall
12 novembre 2006, Bergen (Norvegia) Matteo Mela
10 settembre 2006, San Sano (Fi) Elena Càsoli
21 aprile 2006, Jagsthausen (Germania) Matteo Mela
4 aprile 2006, Roma, Acquario - Festival Città Sonore, OMAGGIO A NICOLA CAMPOGRANDE, Matteo Mela
20 maggio 2005, Adria (Ro) Elena Càsoli
16 aprile 2005, Rai Radio3, Milano, trasmissione "Piazza Verdi"
3 settembre 2004, Gargnano (Lago di Garda)

Composer's Notes
L'ambizione della raccolta è quella di disegnare un mondo. E' un mondo postmodern, in cui ci si può fermare ad osservare particolari architettonici del passato e guizzi del presente, in cui si ascoltano riferimenti a forme classiche ripensate con disincanta allegria, un mondo che cerco di dipingere regalandomi tempi di lavoro molto lunghi e distillando poi il risultato in pagine che abbiano addosso il brivido della sintesi. Se io fossi un computer, questi Preludi sarebbero la mia stampante: molto lavoro a monte, un solo gesto rapido per riempire il foglio.
Elena Casoli mi ha detto che la forza di questa musica è nel suo essere imprevedibile: a me sembrerebbe una cosa bellissima!

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Cd

Press

da Amadeus, dicembre 2006

recensione

"Fortunatamente sono ormai lontani gli anni in cui la musica contemporanea era sinonimo di brutale separazione fra addetti - o meglio, adepti - ai lavori e pubblico. D'altra parte i canoni di uno sperimentalismo ormai d'accademia - ci si perdoni l'ossimoro - non lasciavano certo spazio a qualunque cosa avesse la parvenza di tonalità: guai se all'interno di pentagrammi (quando vi erano) irti di note e di criptici simboli compariva una sorta di linea melodica o, ancora peggio, una triade. Le più recenti generazioni di compositori hanno lasciato sedimentare tutta questa sistematicità e - uscendo da un intellettualismo tanto sterile quanto solipsistico - assai opportunamente hanno voluto riprendere il contatto con il pubblico. La via più difficile ma più affascinante è quella della creazione di un linguaggio proprio ma comprensibile, impresa non da poco, giacché bisogna evitare di essere autoreferenziali ma al tempo stesso banali. In poche parole, ci vuole ispirazione artistica. Ed è proprio quello che riesce a fare Nicola Campogrande in questo bel cd dedicato alla chitarra, nel quale dodici brevi preludi sono esposti dapprima con uno strumento tradizionale e in seguito rielaborando elettronicamente lo stesso materiale eseguito con una chitarra acustica e un arciliuto barocco (con la complicità di Roger Rama nei remixes). Il risultato è oltremodo affascinante, anche per merito della bravissima chitarrista Elena Casoli, la cui versatilità è pari solamente all'intelligenza delle scelte artistiche". (m.r.)

da Suonare News, ottobre 2006

suonare

"Il titolo fa riferimento al fatto che il connubio compositore-interprete è stato portato avanti per vie elettroniche: e-mail, programmi grafici, stampanti a getto d'inchiostro. I singoli titoli (da Adagio liberamente a Rimbalzando) richiamano ottocenteschi fogli d'album o pezzi lirici tra cui sono incastonati riferimenti più specificamente gestuali. Le note di presentazione si limitano a un collage di e-mail.Ogni sospetto di operazione troppo calcolata sbiadisce alla riprova musicale. Il tramite comunicativo attuale è solo un'ironica presa di distanza dal cipiglio d'autore: così come suggeriscono i titoli un po' lialeschi, tutto corre sul filo di un'immaginazione vagamente sentimentale ma credibile, e sostenuta da un'autentica fiducia nei toni tecnico espressivi duttili della chitarra, che ricambia tramite la lettura libera e fantasiosa della Càsoli con moderno fervore coloristico e affettuosità galanti senza tempo che conquistano." (Angelo Foletto)

da Audiophile Sound, febbraio 2007

audiophile sound

"Sono passati i tempi in cui i compositori scrivevano preludi con carta e penna e dettavano ai musicisti le loro volontà con gli stessi mezzi. Campogrande stampa la propria musica a 'getto d'inchiostro' e comunica attraverso la posta elettronica, ma come i suoi predecessori conosce ben l'arte della composizione e il valore della meditazione sulle partitire. Per questo, per i suoi preludi, ha scelto come interprete la chitarrista classica Elena Càsoli, capace di 'leggere' le sue raffinate partiture con un piglio sospeso tra tradizione classica e modernità, senza mai essere autoreferenziale. I dodici brevi preludi sono esposti dapprima con la chitarra classica e in seguito attraverso remix elettronici, realizzati dal dj Roger Rama, con l'inserimento di una chitarra acustica e di un arciliuto. Il percorso che l'ascoltatore compie attraverso il disco, contrariamente a quanto ci si attenderebbe, è oltremodo naturale. Una sorta di viaggio che dal passato porta verso il presente, pur senza scivolare mai nella presunzione. (...) (Simone Bardazzi)

da Seicorde, maggio 2007

recensione Seicorde

"Nicola Campogrande è un nome di grande rilievo nel panorama della musica contemporanea e le sue composizioni sono eseguite con successo in tutto il mondo. Conduttore del terzo canale di Radio Rai, insegna alla Scuola Holden di Torino ed è professore a contratto presso l'Università di Roma - Tor Vergata. Allievo di Azio Corghi, ha al suo attivo molte opere che spaziano in tutti i campi dove la musica è presente: teatro, concerti solistici, sinfonie, opere da camera con voce (spesso su testo del poeta Dario Voltolini) e sperimentazioni di contaminazione collaborando con il dj Roger Rama.
Si è messo in luce nel 1993 con il cd Mosorrofa o dell'ottimismo dove il suo interesse per tutto ciò che è musica al di là delle barriere di genere produce musiche nuove che sono allo stesso tempo ancorate alla tradizione e fornite di chiavi di lettura per ogni tipologia di ascoltatore.
Con la chitarrista Elena Càsoli ha lavorato in due occasioni, fornendole, nel 2001, una versione per chitarra di Africa blu e nel 2003 (ma pubblicati solo nel 2006) i Preludi a getto d'inchiostro oggetto di questa recensione.
La pubblicazione è corredata anche da un cd che contiene i preludi registrati da Elena Càsoli e tre remix del dj Roger Rama.
L'opera è sicuramente un bel lavoro, con spunti tratti da diversi gesti tipici della letteratura chitarristica e con una cifra poetica sempre alta che dona alla raccolta unità e completezza.
La scelta del pezzo breve ha il fascino di poter condensare le idee e quindi essere immediato e comprensibile al primo ascolto.
La difficoltà tecnica è alta, soprattutto per alcune ritmiche e per seguire le indicazioni timbriche, agogiche e dinamiche che il compositore segna in modo puntuale".


da GuitArt, giugno 2007

recensione guitart

"Nicola Campogrande, torinese classe 1969, compositore dai molteplici interessi, giornalista, conduttore radiofonico e attivo promotore musicale nella sua città, è uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Autore di numerosi lavori, che spaziano dalla musica operistica e teatrale alla musica per strumenti solistici e per insiemi cameristici e orchestrali (tra i tanti interpreti di successo delle sue opere, Mario Brunello, Renaud Capuçon, Jean-Bernard Pommier), Campogrande in qusta occasione ci presenta un'originale raccolta di brani per chitarra, intitolata appunto Preludi a getto d'inchiostro, dedicata all'attivissima chitarrista Elena Càsoli, una delle maggiori portavoci della chitarra "contemporanea". Le pagine rappresentano, come evidenziato dall'autore, il distillato di un intenso lavoro preparatorio e proprio questo è uno degli aspetti più convincenti dell'opera, in quanto la sinteticità dei 12 brani inclusi si traduce sempre in un'immediata carica espressiva, che non mosta mai cedimenti. Il linguaggio adoperato rielabora stili e procedimenti in maniera molto libera, di difficile classificazione. In alcuni tratti emergono delle suggestioni minimali e "elettroniche", come nel Preludio n.11, tutto basato su una ipnotica e reiterata pulsazione frastagliata della nota mi, o anche nel n.2, anch'esso sviluppato su un ritmico pedale continuo; in altri punti, è un maggior cromatismo, libero da particolari vincoli, che guida in maniera più articolata l'invenzione, come nel n. 7 e nel n. 10. Si associa al volume un cd (Velut Luna, CLVD 127), registrato dalla stessa dedicataria dell'opera, Elena Càsoli, che con chiarezza e competenza stilistica restituisce nella sua giusta luce tutta l'opera". (Piero Viti)

da Il fronimo, ottobre 2007

il fronimo

"Oltre che compositore di lavori eseguiti in giro per il mondo da musicisti di prima grandezza, Nicola Campogrande è un personaggio di singolare eclettismo (…) I Preludi a getto d'inchiostro sono schizzi in cui l'autore evoca i riferimenti più diversi – dalla musica per liuto alle citazioni extracolte – rielaborando strutture e modalità e sostenendo il tutto con un estro melodico assai espressivo. Il risultato che ne deriva è di immediata comunicatività, ma al contempo originale. (…)" Antonio Borrelli