Tre danze per l'avvenire (2007) 10'
per orchestra di violoncelli

esuli

Commission
Commissione dei Violoncellisti della Scala

World Premiere
25/2/2008
Milano, Teatro alla Scala
Violoncellisti della Scala

Composer's notes
Una discoteca del futuro
Quella della danza è da sempre una risorsa formidabile per i compositori. Che si trattasse di utilizzare forme dismesse dalle sale da ballo (come fa Bach nelle sue varie Suites), di prendere in prestito i moduli di danze popolari dal sapore esotico (penso al Brahms delle Danze ungheresi) o di raccogliere amorevolmente i ritmi in uso nella propria terra (mi vengono in mente Bartók o Dvorak, tanto per capirci), la danza per secoli è servita da lievito vivificatore della musica occidentale.
Lo è ancora oggi, e non deve stupire: dove un corpo si muove c’è vita, e dove c’è vita prima o poi i musicisti vanno a mettere le orecchie.
Per queste mie “Tre danze per l’avvenire” io ho tentato una strada che mi divertiva: immaginare una discoteca del futuro e da lì prendere in prestito qualche ritmo, qualche suono, qualche groove. Confesso che mi sono anche immaginato qualche passo di danza, e nella Terza si ascolta un cubista solitario che scivola leggiadro. Ma mi sono soprattutto immaginato un futuro colorato e allegro, dove i bambini imparano la musica a scuola, i grandi frequentano le sale da concerto e i violoncellisti sorridono e si divertono.
Spero di non essermi sbagliato troppo. (n.c.)

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