Tre piccolissime musiche notturne (2006) 11'
Commission
Commissione dell'ORT / Orchestra della Toscana
Scoring
2.2.2.2 - 2.2.0.0 - vib - archi
World Premiere
8/5/2006
Bologna, Teatro Manzoni
ORT / Orchestra della Toscana, Paul Daniel (dir)
Other performances
9/12/2007, Bari (Orchestra "Società dei Concerti di Bari" / Riccardo Ceni)
1/12/2007, Ivrea (Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte / Adriano Maria Barbieri)
13/9/1007, Pietrasanta (Ort / Daniele Giorgi)
8/3/2007, Sanremo (Orchestra Sinfonica di Sanremo / Jean Bernard Pommier)
10/5/2006, Firenze Teatro Verdi (Ort / Paul Daniel)
Press
"In una normale sala da concerto e non nel ghetto delle rassegne dedicate alla musica contemporanea, per sentirsi di nuovo, davvero, "giovane collega di Mozart": va bene così, scrive Nicola Campogrande nelle note di sala di "Tre piccolissime musiche notturne", una delle due commissioni dell'Orchestra della Toscana per l'annoversario mozartiano in corso (nel concerto precedente c'era stato Di cristallo e di fiamma di Roberta Vacca). Quest'omaggio tripartito a Mozart del compositore di Cronache animali e Absolut, breve (dieci minuti) ma ricco d'invenzione, fa riferimento al mondo soave delle serenate di Mozart, ma si sottrae al gioco della citazione plateale per dissimulare e rifrangere in nervosa grazia neo-impressionista frammenti e piccoli profili che (dichiara l'autore) derivano soprattutto da Eine kleine Nachtmusik (ma qui ci sono anche arguti intrecci di strumentini, percussioni liquescenti, un contrabbasso amplificato che ci ricorda l'attenzione di Campogrande a sonorità non solo classiche). Il risultato è un sound fiabesco e maliosamente notturno che sembra senz'altro piacere al pubblico del Teatro Verdi di Firenze. Sul podio dell'Ort c'è un apprezzato interprete del repertorio novecentesco e contemporaneo, l'inglese Paul Daniel, ma il programma, per il resto, è tutto beethoveniano (...)". Elisabetta Torselli, Il Giornale della Musica (on line)
Composer's notes
I giovani colleghi di Mozart
Grazie al cielo, oggi che la musica contemporanea è tornata a farsi apprezzare dal pubblico, noi compositori viventi siamo di nuovo colleghi di Mozart. Nel senso che le nostre partiture non sono più ghettizzate in apposite stagioni a parte, come capitava ai nostri maestri: le si esegue insieme a quelle di Beethoven o di Vivaldi, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. Accade dunque di doversi confrontare con il meglio che la cultura occidentale ha selezionato nei secoli, e per noi non è uno scherzo; ma accade anche che le orecchie degli ascoltatori possano trovare in una “normale” sala da concerto una rappresentazione sonora del presente, e magari possano rispecchiarvisi, possano pensare di goderne, possano immaginare che sarà bello riascoltare questa nuova musica tra trent’anni e ritrovare un po’ di se stessi tra i pentagrammi.
A me questo piace da matti. Mi complica la vita, naturalmente, perché ogni volta mi sento inadeguato, e penso che non ce la farò mai, e mi dico che sarebbe così più semplice confrontarmi soltanto con i già numerosi ed eccellenti colleghi di oggi. Però ogni volta, alla fine, compongo musica della quale sono fiero, musica che è figlia della storia, musica che in un certo senso è andata a scuola, che conosce il proprio passato e che proprio per questo ha il coraggio di abitare, e di disegnare, il presente.
In queste Tre piccolissime musiche notturne l’omaggio a Mozart non è solo nel titolo: qui e là ci sono intervalli, frammenti, suggerimenti che provengono da Eine kleine Nachtmusik e, in un paio di occasioni, si ascoltano persino brevissime citazioni testuali (al flauto, nel primo movimento; alla tromba, nel finale dell’ultimo). Le ho scritte tra il novembre 2005 e il febbraio 2006, facendole ascoltare man mano a Federica e alla nostra piccola Olivia, che aveva solo un mese quando ho cominciato il lavoro.
Per la cronaca – e valga come monito ai colleghi informatizzati – il terzo movimento è nato due volte: la prima versione, meravigliosa, è andata in pasto a un inspiegabile errore di sistema che si è divorato il file, il file di backup e ogni ulteriore copia sparsa sui miei supporti; quella contenuta in partitura è una ricreazione che, per quanto sopraffina, mai potrà restituire l’incanto di quelle quarantotto battute perse per sempre. (n.c.)
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