
ph. Cesare Guzzardella
Sciogliere le categorie
Le categorie sono necessarie, lo so. Non mi verrebbe mai in mente di negarlo. Ci aiutano a comprendere il mondo, a pensarlo, come insegnavano Platone, Aristotele, Kant. E ci permettono anche, più banalmente, di orientarci tra i milioni di tracce audio di qualunque store digitale. Lunga vita alle categorie, dunque, e grazie, sempre, a chi si occupa di precisarle.
Poi, però, c’è la vita vera, fatta di sfumature, di incertezze, di definizioni che non calzano a pennello. Ci sono identità fluide, pensieri contradditori, continue mutazioni. Per molti abitanti del pianeta, in questo inizio del terzo millennio c’è una enorme difficoltà nell’accettare il corso della storia, i soprusi, la devastazione ambientale, il cambiamento climatico. Non abbiamo categorie logiche per spiegare davvero ciò che stiamo vivendo. In tanti non ne vorrebbero essere parte. E dunque per loro risulta complicato avere un’idea chiara di sé, di ciò che desiderano, persino di ciò che sognano.
È stato pensando a questo che mi sono messo al lavoro su Liberi tutti. Concerto per quartetto d’archi e orchestra. Mi piaceva l’idea di dare un suono a questo nostro mondo dove le categorie si sciolgono in continuazione, dove sembra che i riferimenti logici siano ormai smarriti, dove regna una buona dose di caos. Ma volevo farlo con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa.
Perché ciò avvenga, va da sé, è fondamentale che ciascuno si metta in discussione; e infatti in questo brano le categorie diventano molto complicate da utilizzare. Per certi versi, certo, è musica sinfonica; ma per altri è musica da camera, con un quartetto come protagonista, che ha un fitto dialogo interno, come la tradizione insegna, ma si apre continuamente a vere e proprie conversazioni con l’orchestra.
Per una volta, insomma, cadono i riferimenti abituali; e, se parlassero anziché suonare, tutti i musicisti, sia i membri del quartetto sia i professori dell’orchestra, si chiederebbero sorridendo: Chi sono? Chi siete? Chi siamo?
La risposta, naturalmente, è nella musica. Che ognuno di noi è libero di ascoltare come preferisce.
Nicola Campogrande, gennaio 2025
Dissolving Categories
Categories are necessary, I know. It would never occur to me to deny that. They help us understand the world, to conceptualize it, as taught by Plato, Aristotle, Kant. They also allow us, more simply, to navigate through the millions of audio tracks in any digital store. Long live categories, then, and thank you, always, to those who dedicate themselves to refining them.
And yet, there is real life, made up of nuances, uncertainties, and definitions that don’t quite fit. There are fluid identities, contradictory thoughts, continuous transformations. For many inhabitants of the planet, at the dawn of the third millennium, there is an enormous difficulty in accepting the course of history, injustice, environmental devastation, climate change. We lack the logical categories to truly explain what we are experiencing. Many would rather not even be part of it. For them, it becomes complicated to have a clear sense of themselves, of what they desire, or even of what they dream.
It was with this in mind that I began working on Liberi tutti. Concerto for String Quartet and Orchestra. I liked the idea of giving sound to this world of ours, where categories are constantly dissolving, where logical references seem to have been lost, where a fair amount of chaos reigns. But I wanted to do so with optimism, with cheerfulness, imagining that from the confusion of the present, a different, conscious, luminous life might emerge.
For this to happen, of course, it’s essential that everyone questions themselves; and indeed, in this piece, categories become very difficult to use. In some ways, of course, it’s symphonic music; but in others, it’s chamber music, with a quartet as the protagonist, engaging in intense internal dialogue, as tradition dictates, while constantly opening up to genuine conversations with the orchestra.
For once, in short, the usual references fall away; and if they spoke instead of played, all the musicians – both the members of the quartet and the orchestra’s players – might smile and ask: Who am I? Who are you? Who are we?
The answer, of course, lies in the music. And everyone is free to listen to it however they choose.
Nicola Campogrande, January 2025
ph. Warren Ganser
Press
«Con el recuerdo del feliz estreno absoluto de su Segunda Sinfonía en el ADDA en otoño de 2022, este compositor italiano estrenaba en esta ocasión en España su obra Liberi tutti en la que su música surge como una aventura del espíritu sin necesidad de acudir a ningún tipo de información intelectual previa. El temperamento emocional y la capacidad musical de Josep Vicent son las más indicadas cualidades para la materialización de tal propósito.
Así dejó constancia desde los primeros pentagramas del Moderato con el que se inicia esta obra pensada también para cuarteto de cuerda, entendido como un elemento solístico disruptivo de enriquecedor efecto musical. Este cometido ha sido ofrecido en esta ocasión a los integrantes del Meta4 Quartet, uno de los cuartetos fineses en la actualidad de mayor reconocimiento artístico a nivel internacional, que supo entender de manera orgánica la traducción que el director ha realizado de su función liberadora dentro de la obra, contagiando de energía al resto de la orquesta, que vino a demostrar la extraordinaria convicción y entrega al leguaje musical contemporáneo de este grupo.
En el Largo central, el siempre controlado aparente caos anterior quedó disuelto ante la permeabilidad sonora entre los dos elementos concertantes que difuminaba con sorprendente agrado la frontera entre la expresividad íntima del cuarteto de cuerda y la expansión sonora de la orquesta. Este difícil equilibrio quedaba en todo instante bien indicado con enorme cuido y eficacia desde el pódium.
En el Allegro final pudo manifestarse en toda su plenitud el desprejuicio que anima esta obra ya desde su propio título, generándose una luminosidad musical que una orquesta como ADDASimfònica puede ofrecer con meridiana seguridad técnica, como lo hizo en esta ocasión, poniéndose de manifiesto la afinidad de Josep Vicent con el comunicativo estilo de Campogrande, dejando que la música fluyera con la natural biensonancia que la caracteriza para conectar fácilmente con el público.
El resultado final fue todo un ejemplo de luminosa musicalidad en el equilibrado diálogo de los dos formatos instrumentales, que dejaba una sensación de libertad tanto en su ejecución como en su escucha, lejos de cánones y rígidas consideraciones preestablecidas. Una vez más se pudo disfrutar de la versatilidad tanto del director como de la orquesta en toda su plenitud, significando todo un ejemplo de cómo se adentran en la música de nuestros días con tal seguridad de lectura que la transforman en una expresividad de alto nivel.»
– José Antonio Cantón, RITMO, May 1, 2026
La nuova composizione di Campogrande ha avuto come interpreti principali i quattro archi del Meta4 Quartet: Antti Tikkanen e Minna Pensola ai violini, Atte Kilpeläinen alla viola e Tomas Djupsjöbacka al violoncello. Il brano, articolato nei classici tre movimenti — Moderato, Largo e Allegro — si presenta come una pagina luminosa, tonale, caratterizzata da un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile. L’inserimento del quartetto d’archi all’interno dell’organico orchestrale, soluzione piuttosto rara, instaura un dialogo stimolante tra scrittura cameristica e impianto sinfonico. Il discorso musicale è ben costruito: le timbriche vivaci del linguaggio di Campogrande attingono a esperienze “tradizionali” del primo Novecento per approdare a una sintesi espressiva audace, ma sempre ancorata a riferimenti riconoscibili. Il gesto degli archi, spesso rapido e incalzante, alterna momenti solistici tra i membri del Meta4 Quartet, ben sostenuti dall’orchestra e valorizzati dalla direzione chiara e partecipe dello spagnolo Josep Vicent. Il mondo sonoro che ne risulta è fantasioso, ricco di colori e sfumature, con un gioco timbrico efficace e spontaneo. Il Largo centrale, più introspettivo, offre una pausa lirica alle peripezie coloristiche degli altri due movimenti, preparando il ritorno dell’energia iniziale con un Allegro finale brillante. Un concerto piacevolissimo, salutato da fragorosi applausi di un pubblico entusiasta, estesi anche al compositore salito sul palco.
– Cesare Guzzardella, Corrierebit, June 7, 2025
Instrumentation
solo 2 vl, vla, vc – 2.2.2.2 – 2.2.0.0 – perc (2) – str
Details
Duration 20′
Commission Punavuori Chamber Music Association, ADDA Sinfónica, Orchestra Sinfonica di Milano
World Premiere
Milano (Italy)
6 June, 2025
Meta4 Quartet
Orchestra Sinfonica di Milano
Josep Vicent (cond)
Published by
Breitkopf & Härtel
MA 2311127

Performances
Meta4 Quartet
ADDA Sinfónica
Josep Vicent (cond)
Spanish Premiere
Meta4 Quartet
Oulu Symphony Orchestra
Josep Vicent (cond)
Finnish Premiere
Meta4 Quartet
Orchestra Sinfonica di Milano
Josep Vicent (cond)
World Premiere




