Cronache animali

Pocket-opera su testi di Toti Scialoja

Paola Roman and Silvia Testoni , voices
Toujours Ensemble
(Michele Mo, Edmondo Tedesco, Marco Tardito,
Gianni Nuti, Margherita Monnet, Marco Puxeddu).

cd DDT, 1998

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  1. Pipistrello ti par bello
  2. Questa sarta tartaruga
  3. Topo topo
  4. L’ippopota disse “Mo”
  5. Un letto di piuma
  6. Io sono un orso
  7. Quanto è languida l’anguilla
  8. Son quattro le gatte
  9. La zanzara per decenza
  10. L’ammattita in camicia
  11. Batte la fiacca a Cuma una lumaca
  12. Quando al picchio in un picnic
  13. C’è un coniglio in campidoglio
  14. Sotto la gronda gridano le rondini
  15. A Sciaffusa s’e’ diffusa la notizia
  16. Contro, te povero verme
  17. Fuori Farfa le farfalle
  18. A mezzanotte la luna spicca
  19. C’è una carpa che ama l’arpa
  20. Quando il tetro dromedario
  21. Tre chicchi di moca
  22. Una fanfara in fondo alla pineta
  23. I bassotti di Pisticci
  24. Se il castello e’ raso al suolo
  25. Ieri ho visto un vecchio bracco
  26. Un camello lungo il corso
  27. Un pollo su un pullman
  28. Se i moscerini scemi vanno a sciami
  29. Ho visto un corvo
  30. Durante la stagione balneare
  31. Se una cimice emaciata
  32. Un tafano di Porto Santo Stefano
  33. Un esercito di pulci
  34. C’e’ una razza azzurrina di zanzare
  35. Ghiro ghiro tonto
  36. Nelle grotte di Malacca
  37. La zanzara mentre vola

Vi si aprirà il cuore e vi concilierete, almeno per una volta, con il teatro. […] È un tripudio di fantasia. […] La musica di Campogrande si rinnova continuamente, numero dopo numero, con la grande prerogativa di non vergognarsi affatto di essere semplice e divertente e di saper spaziare disinvolta dagli echi classici al jazz, dallo swing ai ritmi sudamericani. È insomma musica che sa essere teatro, senza orpelli cerebrotici e puzze sotto al naso
– Alfonso Cipolla, la Repubblica

La caratteristica più preziosa di Cronache animali sta nella gentilezza con cui vengono accompagnati i sopraffini cortocircuiti di sillabe e fonemi che Scialoja – toccato dalla grazia – ha creato nella nostra lingua italiana. Distruggere il mistero del delicato miracolo linguistico sarebbe stato facilissimo, quasi inevitabile. Invece – per via di quella gentilezza – Campogrande riesce a preservarlo e anzi a ricondurlo in primo piano
– Dario Voltolini, cd booklet

È una specie di Arca musicale che naviga sotto un diluvio di immagini mettendo in fila, come tanti quadretti di un’esposizione zoomorfica, delicati schizzi sonori che catturano l’orecchio e la memoria. C’è una varietà imprevedibile di generi nelle piccole composizioni di Campogrande: dalla classica al jazz, dalla cantilena infantile al trascinante samba, dallo swing alle atmosfere francesi, dalla marcetta militare (il cui attacco allude curiosamente alle prime note dell’inno dei Lavoratori·) alla melodia arabeggiante. La più lunga non arriva a due minuti e mezzo: si succedono una dietro l’altra, senza lasciare il tempo di stupirsi per il felice matrimonio fra la tavolozza del musicista e le invenzioni alfabetofoniche del poeta-pittore. Ma basta ascoltarle una volta per sorprendersi a canticchiarle divertiti, come se le si conoscesse da tempo, le note ora leggere ora rarefatte ora bizzarre ora sonnacchiose ora esplosivamente gioiose […]
– Claudio Mercandino, la Repubblica

La musica è un disincantato ma astuto campionario del piacevole. Ritmi (anche) alla moda, melodie orecchiabili e appicicaticcie, capriole e sarcasmi strumentali (a volte intenzionalmente petulanti e melliflui) gareggiano con le bizzarrie del testo nel creare saettanti cortocircuiti “drammatici” e ironiche didascalie. L’ascolto viene incanalato con scaltrezza, e tra soavi citazioni da celebri partiture novecentesche – in cui il teatro in miniatura è celebrato con genialità – e spudorati cocktail stilistici che vanno dallo Zecchino d’oro al jazz, non fatichiamo a cogliere i garbati flirt sonori inventati da Campogrande (che è un compositore di trent’anni ma già sagace). Per grandi e piccini, si diceva una volta.
– Angelo Foletto, Suonare

Per ogni animale c’è una filastroca con una musica elegante, ironica e colorata. Da Pipistrello ti par bello far pipì dentro l’ombrello a Quanto è languida l’anguilla, grazie anche a un’esecuzione eccellente, parole e musica scorrono per 37 brani godibili nella loro raffinatezza dagli adulti e anche dai bambini. Imperdibile.
– Gaia Varon, Grazia

Liofilizzati o disseccati in pillole di eccezionale effetto scenico musicale, giungono messaggi di estrema concentrazione culturale senza che ne risenta l’assoluta piacevolezza e, con l’efficacia di un dispaccio subliminale degno dei più potenti jingle, si memorizzano mille significazioni, le più disparate […].
– Andrea Bambace, Alto Adige

February 23, 2015